7. Domande generali
No, la procedura è senza alcun pericolo e assolutamente indolore sia per la madre che per il bambino. Al momento del prelievo, il bambino è già stato separato dal cordone ombelicale ed affidato al pediatra presente in sala parto. È una tecnica totalmente non invasiva. All’incirca nel 40% dei casi è possibile reperire un campione compatibile per un eventuale trapianto. Purtroppo, in molti casi è una lotta contro il tempo. Al momento della conservazione delle cellule staminali, una piccolissima quantità di cellule viene inserita in una provetta che viene successivamente congelata insieme alla sacca principale. Nel caso in cui un membro della famiglia debba avere bisogno delle cellule staminali, sarà possibile determinare la sua compatibilità grazie ad un particolare esame di istocompatibilità, che evidenzia il tipo HLA e che viene eseguito sul piccolo campione contenuto nella provetta, senza dover scongelare l’intera sacca. Perchè vi sia compatibilità, è necessario che sulla cellula staminale del donatore e del ricevente, sei antigeni di superficie su sei siano identici. Con il sangue da cordone ombelicale, essendo le cellule staminali in esso contenute molto più immature, sarà sufficiente, in caso di trapianto delle stesse, avere una minor affinità onde poter evitare la sindrome da rigetto (Graft versus Host disease). |
