| Quando i pazienti ricevono cellule che sono state donate da altri soggetti, questi trapianti si chiamano cure allogeniche e le cellule usate si chiamano cellule allogeniche. Data la complessità del nostro sistema immunitario, noi non possiamo essere curati con cellule di qualunque altra persona. Prima di essere trapiantate le cellule allogeniche del donatore devono superare un test di compatibilità con quelle del ricevente. Tuttavia, anche dopo aver superato questo test, le cellule allogeniche presentano un certo rischio. Per assicurare che il trapianto abbia successo ed evitare gravi reazioni (GVHD), i trapianti allogenici vengono spesso accompagnati da particolari terapie immunosoppressive. In alcuni casi, le cellule estranee possono essere rigettate dal corpo del ricevente. Per questo motivo, quando possibile e disponibile (a seconda della specifica patologia), i medici preferiscono usare le cellule della persona stessa. | | Questo tipo di trapianto viene chiamato “autologo” perché i pazienti ricevono cellule che provengono dal proprio corpo (cellule autologhe) e che quindi risulteranno sicuramente compatibili. Le cellule del cordone ombelicale sono efficaci almeno tanto quanto le cellule staminali del midollo osseo, sia in un trapianto autologo che in uno allogenico. Inoltre, nei trapianti allogenici, è molto più probabile che risultino compatibili le cellule del sangue cordonale rispetto alle cellule staminali prelevate del midollo osseo.(3) Inoltre, se decidete di conservare le cellule staminali del vostro bambino, esiste una possibilità su quattro di compatibilità totale e una probabilità su due di ottenere una compatibilità idonea ad un trapianto per parenti stretti, come fratelli e sorelle. |